Era doveroso da parte mia continuare questa storia approfittando del periodo estivo e avendo più tempo per mettere su carta e digitale quello che ho in testa per proseguire questo racconto e visto che è passato un po’, direi che conviene rileggersi qualcosa indietro prima di proseguire.
La signora Giovanna si rendeva conto di essere un vero disastro con il suo corpo, non avendo avuto modo in passato di provare piacere non si era mai prodigata nel ricercare un modo per poter godere nell’autoerotismo e adesso si rendeva conto di quanto aveva perso in tutti questi anni. Suoi figlio aveva risvegliato i suoi sensi e adesso che aveva provato il vero orgasmo, non voleva più farne a meno, decise che a partire dal giorno dopo avrebbe fatto di tutto per darsi piacere, sia da sola come primo obiettivo che in compagnia! Adesso aveva bisogno di una bella doccia, così attese che Antonio uscisse dal bagno per darsi il cambio, si incrociarono ambedue nudi e per la prima volta lei non fu in imbarazzo, neanche dopo che il figlio le diede una grossa pacca sul culo, aveva cominciato ad apprezzare il modo che aveva Antonio per farle i complimenti, così quello era, un complimento per il suo bel grosso sedere che a lui piaceva tanto!
Mentre Giovanna faceva la doccia calda non si accontentò del solo soffione che sparava l’acqua dall’alto, prese il doccino e lo indirizzò all’altezza della sua figa per vedere se otteneva degli stimoli piacevoli, era incredibile questa sua ricerca spasmodica nel piacere, ma otteneva solo del solletico, non le dispiaceva, ma non era quello che cercava. Si piegò per prendere il bagnoschiuma del figlio e il caldo e forte getto le arrivò prima sulle spalle e poi dritto sul sedere, allargò meglio le gambe e aumentò l’angolatura del suo piegarsi nel prendere il flacone di bagnoschiuma, lo scorrere dell’acqua nella zona anale le faceva provare più del solletico di prima. Svitò il tappo del bagnoschiuma se se ne versò una generosa quantità su tutto il corpo, richiudendolo si accorse della sua forma a punta conica, sembrava uno di quei così, i dildo, che aveva visto nei video di Antonio, così provò a farlo scorrere sulla sua figa e infilarlo piano, ma era fastidioso, non piacevole… al momento non se ne rendeva conto, ma il detergente non era un lubrificante, anzi proprio il contrario e questo creava attrito nelle parti intime del suo corpo e l’insoddisfazione portava a rammarico. Se solo avesse provato in maniera differente, magari usando la bocca per lubrificare l’estremità del flacone, l’esperimento sarebbe riuscito meglio non dandole la sensazione che fosse lei sbagliata a non provare piacere. Finita la doccia si asciugò e, prima di andare a letto, passò dalla sua stanza per mettersi qualcosa, non riusciva a dormire nuda, scelse una vestaglia un po’ ardita e che normalmente non avrebbe indossato, leggerissima e praticamente trasparente, era quasi come non avere niente su… andò a dormire con quella addosso accanto al suo amato figlio che era già nel mondo dei sogni, era tardissimo e fortunatamente anche lei si addormentò quasi immediatamente.
La mattina dopo Antonio si svegliò per andare a scuola e sua madre dormiva ancora, normalmente era lei la prima a svegliarsi e preparare la colazione, ma dopo l’incredibile nottata doveva essere distrutta, così la lasciò dormire notando come era bella e seducente con quella vestaglia trasparente. Andò in cucina portandosi dietro il tablet, mentre mangiava qualcosa voleva postare le foto e il video preparato la notte prima e scoprire in serata cosa avrebbero scritto i visitatori depravati come lui del portale, poi mise in evidenza un paio di video porno che aveva scaricato in precedenza che incitavano a fare i pompini, con primi piani di donne lussuriose che leccavano e succhiavano cazzi con susseguente sborrata in faccia o in bocca e lasciando un post-it per invitare sua madre a visionarli e ricordarsi di comprare il lubrificante in farmacia. Mentre usciva per dirigersi a scuola incontrò sulla porta il suo ex compagno di scuola Abdul, che dopo essere stato bocciato per la terza volta aveva deciso di lasciare la scuola e andare a lavorare. Combinazione era alle dipendenze dello zio di Antonio, che lo aveva mandato a finire i lavori.
“Ciao Abdul, che ci fai qui?”
“Tuo zio mi ha mandato a finire i lavori nella stanza di tua madre, non vedo l’ora di rivederla, mi è sempre piaciuta…”
Ad Antonio si accese una lampadina, ricordò durante le docce dopo le partitelle quanto era grosso il cazzo di Abdul e avrebbe potuto spingere la sua mammina a sciogliersi ancora di più divennero più disinibita.
“Lo so Abdul, ti ha sempre arrapato e ti do un consiglio, adesso è in una fase in cui si eccita facilmente, ti consiglio appena entri di tenere su solo i pantaloni della tuta da lavoro, così il tuo cazzone si può notare meglio attraverso il tessuto, sai mai che le venga qualche voglia…”
“Ah ah, magari, magari, però ricordo che tua mamma era molto chiusa da questo punto di vista, comunque non si sa mai…”
“Dai vieni, ti faccio entrare, mia madre dorme ancora, ti porto nella stanza dove lavorare”
Dopo aver accompagnato Abdul, Antonio ripassa dalla cucina per uscire e, vedendo il tablet, gli venne in mente di sostituire il video che aveva messo in evidenza con uno simile, ma imperniato sui BBC, Big Black Cock, praticamente era quasi uguale al precedente, ma solo con cazzi neri e grossi, voleva stuzzicare ancora di più sua madre adesso che c’era a disposizione un ragazzone nero…
Dopo circa un’oretta Giovanna aprì gli occhi e si svegliò, forse era la prima volta dopo anni che si svegliava più tardi del normale anche se erano passate da poco le otto del mattino per lei era già troppo in là, abituata a prepare la colazione per se ed Antonio e poi aveva una fame… anche questo era strano per lei, abitualmente non aveva molto appetito la mattina. Si mise all’opera preparando il solito frullato di frutta, il fragoroso rumore del frullatore venne sentito da Abdul che stava imbiancando la stanza da letto, così posò tutto per andare a salutare la signora che tanto lo aveva attratto quando veniva a fare i compiti con Antonio mentre frequentavano la stessa classe a scuola. Quando entrò in cucina rimase estasiato da quello che vedeva, Giovanna indossava una vestaglia praticamente trasparente, con le mani ferme sul tappo del frullatore che con le sue vibrazioni faceva muovere il seno di lei in una maniera sensuale, le tette ballonzolavano colpendosi a vicenda in una danza che difficilmente non poteva essere notata, né da lui né dal suo membro che cominciava ad irrigidirsi nelle mutande (eh si, non aveva seguito il consiglio di Antonio).
“Buongiorno signora Giovanna!”
La donna trasalì un attimo, non sapeva di non essere sola, poi vide Abdul riconoscendolo.
“Oh, ma ciao Abdul, ma cosa ci fai qui?”
“Mi ha mandato suo fratello per finire i lavori nella sua stanza, questa mattina ho incontrato fuori dalla porta Antonio proprio mentre arrivavo e mi ha fatto entrare.”
“Che bello che sia proprio tu a finire i lavori, vieni siediti, sto preparando il frullato ed è davvero tanto per me!”
“Con piacere signora Giovanna, in effetti oggi non ho ancora fatto colazione.”
“Dai su, chiamami Giovanna, mi fa sembrare vecchia essere chiamata signora…”
“Non lo dica neanche per scherzo sign… Giovanna, lei è una donna così bella e giovanile e… non le manca proprio nulla…”
Solo in quel momento Giovanna si accorse che il suo abbigliamento non era proprio consono ad una madre di famiglia che accoglie qualcuno, anche se non sconosciuto, al suo tavolo a fare colazione, ma decise di non fare la bacchettona e fare finta di niente riprendendo ad avviare il frullatore aumentandone la velocità e, di conseguenza, le vibrazioni, ben conscia di quello che stava facendo, si rendeva conto che era seducente e sapeva benissimo che Abdul l’aveva sempre guardata con occhi bramosi in passato e questo la rendeva civettuola. Abdul seduto dietro il tavolo doveva avere una faccia da ebete mentre ammirava quelle mammelle in movimento e il suo cazzo era diventato durissimo, tanto da decidere che doveva farsi subito una sega per poter dopo lavorare con tranquillità.
“Giovanna dovrei andare in bagno”
“Aspetta, prima bevi il frullato, bisogna berlo subito, altrimenti poi si ossida”
La donna tolse il tappo dal frullatore e cominciò a versare in due grossi bicchieri il contenuto e porgendo uno dei contenitori ad Abdul, poi prima di sedersi si girò di spalle per mettere nel lavandino l’elettrodomestico ed il ragazzo potè ammirare l’immenso fondoschiena della signora che prima aveva solo potuto immaginare, mentre adesso lo vedeva quasi chiaramente attraverso l’esile vestaglia. Rigirandosi ed essendo più lontana rispetto a prima, adesso era visibile anche la pelosa vagina della signora che fece andare quasi di traverso il frullato ad Abdul, che cominciò a tossire con insistenza. Giovanna si avvicinò di corsa al ragazzo per aiutarlo, ma la sua vicinanza non fece altro che aumentare il ritmo della tosse fino a che o tocchi delicati delle mani della signora sulla fronte e sulle spalle non fecero effetto.
“Hey Abdul, mi hai fatto spaventare!”
“Oh mi scusi, ma deve essermi andato di traverso un po’ di frullato ed essendo denso ho fatto un po’ di fatica a deglutirlo”.
“Tieni Abdul, bevi anche un po’ d’acqua, non mi fare preoccupare”
Nel mentre la donna accarezzava la testa del giovane con il suo seno vicinissimo al suo viso, ormai lui non aveva scelta, il suo cazzo domandava di essere liberato, così chiese nuovamente di andare in bagno e questa volta Giovanna acconsentì accompagnandolo fino all’uscio e quando lui chiuse la porta dietro di se chiudendola a chiave, la donna si piegò per verificare che potesse spiare dal buco della serratura e, fortunatamente, c’era abbastanza spiraglio per farlo.
Abdul si spogliò completamente, aveva un membro davvero possente, la donna rimase così sconvolta che ebbe paura di aver emesso un sono acuto, bastarono pochi tocchi di mano per far venire il ragazzo, sembrava pisciasse, ma in realtà era sperma quello che usciva dalla punta del cazzo, a Giovanna che aveva visto sempre venire come un geyser suo figlio sembrò strano, poi lo vide nuovamente armeggiare col suo membro ancora duro e lo vide sborsare un’altra volta, questa volta furono delle vere e proprie schizzate, non come quelle potenti di Antonio, ma almeno un po’ come quelle dei video che le aveva fatto vedere e che andarono a finire sul bordo della tazza del cesso che Abdul prontamente pulì. Rivestendosi il giovane ricordò il consiglio del suo ex compagno di classe e questa volta indossò solo i pantaloni della tuta da lavoro, mettendosi i boxer elasticizzati in tasca e lavandosi le mani. Giovanna visibilmente eccitata da quello che aveva visto ritornò di corsa in cucina sedendosi e bevendo il frullato che aveva lasciato lì sul tavolo in modo da non destare sospetti, infatti Abdul non lo immaginava neanche di essere stato protagonista di uno spettacolo eccitante. Tornando anche lui in cucina bevve la parte della bevanda che aveva lasciato prima di andare in bagno finendola e ringraziando la signora e rimettendosi al lavoro. La donna era scossa da quello che aveva visto, non tanto per la scena, ma che se la fosse cercata, di come senza pensarci aveva spiato l’amico di suo figlio mentre si faceva una doppia sega e, mentre la sua figa andava in fiamme, si immaginava lei in ginocchio accanto al cesso col quel grosso cazzo in mano a masturbare il ragazzo facendolo venire più volte! Cercò di farsi passare quel pensiero e prese il tablet con il post-it pensando di distrarsi, invece ottenne esattamente l’opposto, seguì quello che le aveva scritto Antonio e fece partire il video dove altri cazzi neri erano protagonisti! Era uno di quei video con del testo in sovrimpressione che doveva istigare ad eseguire delle situazioni, in questo caso elogiare il membro nero omaggiandolo di baci e leccate, oltre che berne tutto il succo e, sebbene le frasi fossero in inglese, era abbastanza riconoscibile da far capire come fosse italiano quello che spingeva a fare, elogiando il sapore del cazzo nero, di come fosse fatto di cioccolato e che uscisse fuori la più dolce delle creme alla panna. Mentre ammirava il video Giovanna allungò una mano sul cesto della frutta per prendere una banana e simulare il pompino, ma si rese subito conto che non era la stessa cosa, il frutto era troppo piccolo in proporzione, così andò dove aveva risposto la verdura e cercò qualcosa di più grosso, lo trovò nei cetrioli, ne trovò uno davvero grosso, simile a uno di quei membri enormi e con protuberanze che ricordavano le vene pulsanti di un pene nero. Guardò la parte finale di quel video tormentandosi la bocca per vedere se era capace di fare quello che vedeva in video e, con sua incredulità, ne era capace, riusciva a farlo arrivare in fondo senza avere conati di vomito e più andava a fondo, più si bagnava, lo trovava incredibile che succedesse con una verdura, cosa sarebbe accaduto con un vero membro di carne dura e calda? Decise che doveva avere una distrazione per non pensarci più, ma visto che aveva ancora il tablet davanti provò a vedere se la scenetta e le foto fatte la notte prima avevano già avuto qualche visita e rimase sorpresa da quante risposte erano state già inviate, in una addirittura si era formato un gruppo “colletta” per acquistare il video, ma una sezione l’aveva particolarmente attratta perché intitolata “Cum tribute to Italian mommy ass” e ormai sapeva il significato della parola “Cum”.
Ciò che vide la eccitò ancora di più di quanto già non lo fosse, gli utenti avevano condiviso foto e video di venute sulla foto che avevano stampato del suo sedere, tutte particolarmente ricche e abbondanti, compresa l’ultima postata di un filmato, guarda caso, di un cazzo di colore che spruzzava ingenti quantità di sperma sul suo prosperoso culone. Eccitatissima, non capendo se per il video di istigazione visto in precedenza o per questo tributo, in un raptus di follia Giovanna si mise a leccare il tablet, come se potesse in quel modo pulire dalla sborra spruzzata dal nero la foto del suo deretano… bastarono pochi secondi per rendersi conto di quanta era alta la sua voglia e di quanto stupida fosse stata la sua mossa, c’era solo un modo per calmarsi e si trovava nella sua stanza da letto! La donna decise di fare il passo, Abdul aveva già attrazione per lei, quindi non sarebbe stato difficile sedurlo anche se lei in questo non era molto pratica, ma essendo praticamente svestita pensava sarebbe stato facile, l’unico dubbio era che lui si era già scaricato due volte, quindi magari avrebbe resistito, ma doveva provare a calmare la sua voglia con l’azione non tenendosela dentro. Arrivata sull’uscio della sua stanza Giovanna poteva già ammirare il giovane nero con il torace scoperto e lucido causato dal sudore che con l’estensore e il rullo stava biancheggiando il soffitto, lui aveva lo sguardo fisso in su, quindi ancora non poteva vederla, lei invece spostando lo sguardo più in giù poteva ammirare un serpente che si aggirava dentro la tuta del ragazzo! Ad ogni suo movimento ondulatorio col rullo il suo grosso pene, anche se moscio, si muoveva e lei poteva distintamente vedere la forma e il suo contorno, distinguendo anche la grossa cappella. Abdul si accorse della presenza della donna nel momento in cui doveva rimettere nel secchio di vernice il rullo per intingerlo nuovamente:
“Poche altre passate sul soffitto ed ho finito Giovanna, poi domani ritorno per dare la seconda e ultima mano, poi basta aspettare che asciughi bene la vernice e che non faccia odore per poter ritornare ad utilizzare la sua stanza, non deve essere il massimo usare il divano per dormire.”
Il ragazzo senza volerlo aveva dato un bel assist alla donna, che con naturalezza poteva rispondere dicendo la verità senza inventarsi niente, cosa che le usciva malamente non essendoci abituata.
“Oh fortunatamente il divano me lo sono risparmiato, Antonio è stato così gentile da lasciarmi entrare nel suo lettone, certo, lui avendo le sue esigenze non si è certo preoccupato che io fossi lì, pensa che sera è abituato per dormire meglio a masturbarsi e lo ha fatto incurante della mia presenza…”
L’espressione facciale sbigottita di Abdul andava vista, quasi il rullo li cascava dalle mani rischiando di colpire il secchio di vernice e combinare un grosso guaio.
“In che senso? Antonio si fa le seg… si tocca sotto le lenzuola mentre lei è accanto a lui?”
“Ma quali lenzuola, si mette bello nudo e in vista, versa un bel po’ di lubrificante sul suo pene e si fa un bel segone davanti a sua madre! Anzi devo ricordarmi di andare a comprargli un flacone nuovo del fluido che usa che è quasi finito, mi ha lasciato un post-it per ricordarmi e vuole che dica alla commessa che mi serve “il liquido con cui mio figlio si fa le seghe!”
Le parole della donna stavano avendo effetto e lei lo poteva notare, attraverso la tuta da lavoro si vedeva il membro del ragazzo che cresceva lungo parte della gamba, non era ancora eretto, ma adesso si notava benissimo tutta la sua forma che creava una vistosa protuberanza.
“E lei non lo ha sgridato o detto niente?”
“Per la verità la prima volta sono andata via per dargli la sua privacy, poi, visto che ormai lo faceva ogni sera, ci ho fatto l’abitudine, ieri addirittura lui aveva le mani occupate col tablet e mi ha chiesto se gli davo una mano…”
“Ah ah, sarà volato uno bello schiaffone ad Antonio…”
“Beh… in verità presa un po’ dalla situazione e dalla curiosità una mano l’ho data… era così duro e caldo, poi mi ha fatto così tanti complimenti di quanto ero brava che ho continuato fino a che non ha sparato tutto fuori e che schizzi!”
A quelle parole la mascella di Abdul sembrava quella di un cartone animato, non ci fossero state ossa e tendini sarebbe cascata sul pavimento, mentre certo non era di cartone l’erezione ormai evidentissima che spingeva contro il tessuto dei pantaloni, adesso non più in verticale sulla gamba e parzialmente nascosta, ma oscenamente in orizzontale, formando una grossa tenda nella tuta.
“Sign… ahem… Giovanna dovrei andare in bagno…”
“Oh certo Abdul, vieni ti accompagno…”
La donna porse la mano a doverlo portare a spasso come fosse un bambino e anche il ragazzo porse la sua, ma lei non lo prese per mano, no, la usò per stringere bene intorno all’erezione che spuntava dai pantaloni e tirandolo verso la stanza della cucina in una comica camminata di lei davanti e lui dietro. Lo portò fino al tavolo dove lui rimase bloccato col suo sedere al bordo mentre Giovanna si abbassava col suo viso all’altezza dell’erezione del giovane.
“Dimmi Abdul, vuoi andare ancora in bagno o vuoi verificare che Antonio abbia detto la verità sulla mia bravura? Sai mi ha detto che sono sulla buona strada per essere una perfetta segaiola…”
Con gli occhi spalancati e senza riuscire a proferire parola il giovane si slacciò i pantaloni facendoli cadere tra i suoi piedi e rendendo finalmente visibile la sua erezione in tutto il suo splendore. La donna ammirava estasiata quel membro turgido da vicino, era più lungo rispetto al pene di Antonio e con una cappella più grossa, però non era perfettamente dritto nella sua interezza ma curvo, simile ad una proboscide e questo lo rendeva ancora più interessante da maneggiare.
“Vieni, mettiamoci comodi sul letto nella camera di Antonio” e come fatto prima tirò a se il ragazzo nero prendendolo per il membro, le piaceva, sembrava quasi un guinzaglio e lui il suo cagnolino mentre lo tirava verso la nuova stanza.
“Eccoci qua, sdraiati sul letto, adesso mammina prende le ultime gocce del lubrificante rimasto e te le versa sul tuo bel cazzone, vuoi che ti faccia un massaggio vero?”
“Si si, sig… Giovanna mi faccia vedere se è davvero brava…”
Presa dalla sfida la donna strinse il flacone del liquido coprendo tutto il membro del ragazzo, si tolse la vestaglia e si accoccolò in mezzo alle gambe del giovane cominciando un lento e sensuale massaggio per tutta la superficie del pene, che ad ogni tocco sembrava diventare più duro e la cappella più grossa, il lubrificante aveva reso il tutto lucidissimo e rifletteva la luce in maniera quasi romantica. Abdul emetteva dei gridolini di goduria, quasi di dolore quando lei arrivava ai suoi testicoli e li massaggiava con più rudezza rispetto al resto.
“Oh Giovanna, aumenti il ritmo la prego, così mi fa morire…”
“Come così?”
La donna cominciò ad alternare movimenti lentissimi per poi per circa 3 secondi aumentare la velocità in maniera vorticosa e ricominciare nuovamente con un movimento più lento di prima, quasi a mungere il membro per quanto stringeva la presa nel fare su e giù con fare famelico e una voglia matta di leccarlo tutto, ma non voleva sembrare troppo sfacciata, desiderava che lo chiedesse lui, la eccitava di più se addirittura l’avesse costretta a farlo, era una cosa nuova per lei, se ne rendeva conto in quel momento che provava più piacere a essere sottomessa, ma probabilmente sarebbe successo più con Antonio che con Abdul, il ragazzo era visibilmente alla sua mercé e poco propenso a comandare, però magari poteva dare dei consigli se lei avesse fatto la finta ingenua, però doveva cambiare qualcosa, adesso lei era in una posizione di dominazione, cambiandola anche il giovane poteva sentirsi più a suo agio.
“Abdul fammi mettere al tuo posto, mi sento più comoda con la schiena poggiata sulla spalliera del letto e tu vieni a cavalcioni su di me.”
Adesso il giovane era con le ginocchia ai lati del busto di Giovanna e il suo lungo pene all’altezza del prosperoso seno della donna, a lei venne in mente la famosa “spagnola” che aveva nominato Antonio, chi sa se anche il ragazzo aveva un simile pensiero e poi bastava sporgersi un attimo e sarebbe stato anche all’altezza della sua bocca, pronto per un succoso bocchino… chi avrebbe fatto adesso il primo passo?
Si però adesso non farci aspettare altri anni per leggere il seguito…
Grandioso! Come scrive Vivalatopa non farci attendere troppo per la continuazione!